Il finale di Islanda-Ungheria è stato come
una partita nella partita. Troppo da dire, troppo da raccontare, troppo da ricordare e, soprattutto, troppo da accettare. Un quarto d'ora di montagne russe, con passaggi rapidi e imprevisti dall'euforia alla depressione, concludendo con un'amarissima illusione. Il giorno dopo è sempre quello in cui si sta a rimuginare su quello che poteva essere e invece non è stato, e la partita di ieri per l'Islanda è stata il
festival delle occasioni mancate. Oltre al risultato (che comunque non è da buttare), la notizia più bella è una: all'età di 37 anni, all'84° minuto ha fatto il suo storico esordio agli Europei il giocatore islandese più famoso e rappresentativo di tutti i tempi, il dio
Eiður Smári Guðjohnsen. I Nostri conducevano in quel momento per 1-0 il match contro i magiari, ed è da quell'apoteosi che è iniziata la "partita nella partita".
 |
| Giubilo islandese dopo il gol del momentaneo vantaggio sull'Ungheria. Impressionante la marea rossa ammutolita alle loro spalle (foto presa dalla pagina Facebook UEFA EURO) |