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lunedì 10 ottobre 2016

Il calcio nella terra di Babbo Natale: intervista a Emanuele Luna, redattore del blog Calcio Finlandese

Iniziamo la settimana con un'intervista un po' atipica per il nostro blog. Nelle prossime righe infatti conosceremo Emanuele Luna, redattore del blog sul calcio finlandese e dell'omonima pagina facebook.

L'inconfondibile sagome del centro di Helsinki, capitale della Finlandia (aegeanair.com)

La recente sfida fra Islanda e Finlandia era un'occasione troppo ghiotta per non scambiare un po' di impressioni con chi, come noi, segue con passione ed interesse il calcio scandinavo. Sono molti i punti in comune, calcisticamente parlando, fra i due paesi, dettati dalla collocazione geografica e, fino ad Euro 2016, il comune tabù del non aver ancora partecipato ad una grande competizione internazionale.

La Finlandia, nonostante abbia sfornato talenti di livello mondiale come il mitico Jari Litmanen, non ha mai partecipato alla fase finale di Mondiali ed Europei anche se può vantare quattro partecipazioni olimpiche: nel 1912 a Stoccolma (dove giunse quarta), nel 1936 a Berlino (uscita al primo turno), nel 1952 alle Olimpiadi di casa di Helsinki (uscita al primo turno), nel 1980 a Mosca (uscita ai gironi) dove partecipò in virtù della rinuncia della Norvegia, ritiratasi insieme ad altre nazioni per l'invasione dell'Afghanistan da parte dell'URSS. Buona lettura!


1. Giovedì scorso le nazionali di cui parliamo sui nostri blog sono state avversarie per la seconda giornata di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. È stata una gara molto tirata, che l’Islanda è riuscita a portare a casa nei minuti finali. Come hai visto la Finlandia in questo match e secondo te dove potranno arrivare i ragazzi di Hans Backe in questo raggruppamento?

Nella partita con l’Islanda c’è racchiusa tutta la Finlandia di questi ultimi anni: mancanza di gioco, illusione - nonostante tutto - di portare a casa un buon risultato, poi puntualmente disattesa. C’è il rammarico di aver perso nei minuti finali, ma per quanto fatto vedere in campo sarebbe stato ingiusto tornare da Reykjavík con un risultato diverso. A meno di clamorosi ribaltoni credo che ci giocheremo l’ultimo posto con il Kosovo, perché le avversarie del gruppo sono di un’altra categoria: basti pensare che la Croazia, che affronteremo oggi a Tampere, ha vinto 6-0 in trasferta proprio contro il Kosovo, squadra che con noi in casa era riuscita a strappare un pareggio…Ovviamente spero di essere smentito!

2. Lukáš Hradecký è stato accusato di aver commesso un errore in occasione del goal di Kári Árnason, ma nel complesso è stato il migliore in campo per la Finlandia, mettendosi in mostra con una serie di buoni interventi. Quanto è importante la sua esperienza per voi?

Hradecký è un giocatore fondamentale. Dopo l’addio di Jääskeläinen c’era un po’ di “anarchia” nel ruolo, lui ha vinto alla grande il dualismo con Mäenpää e ora è titolare in pianta stabile. È un ragazzo di 27 anni, quindi nel pieno della maturità calcistica, e anche a livello di club sta facendo benissimo, considerando che difende i pali di una società importante come l’Eintracht Frankfurt.

3. La nazionale finlandese ha diversi buoni giocatori presi singolarmente. Secondo te, manca poco per una qualificazione agli Europei e/o ai Mondiali?

Hai detto bene, la squadra ha buone individualità: basti pensare che contro l’Islanda mancavano giocatori fondamentali come Eremenko, Sparv e Pohjanpalo, mentre tra i presenti segnalo, oltre al già citato Hradecký, anche Moisander, Hämäläinen, Ring, oltre agli autori dei due gol, ovvero Pukki e Lod. Intendiamoci, non è certo la “generazione d’oro” di Litmanen e Hyypiä, ma da questa squadra mi sarei certamente aspettato di più. Purtroppo, e lo dico da diversi anni (molto prima dell’arrivo di Backe), il problema è il manico, sia a livello di guida tecnica che di Federazione.

4. Più in generale, quali sono i punti di forza della Finlandia e cosa  non abbiamo visto nella sfida di giovedì e che magari vedremo nelle prossime gare?

Come detto, è il gioco che latita. Non ci si può sempre affidare alle invenzioni dei singoli e pretendere di uscirne integri. Al di là della sconfitta maturata in modo rocambolesco contro l’Islanda, basta vedere le statistiche del match: 6 azioni d’attacco noi, 18 loro, possesso palla 32-68, angoli 0-6. Con numeri del genere è difficile portare a casa un risultato positivo. Backe dovrebbe cercare di sperimentare nuove soluzioni, ma lo vedo abbastanza confuso: in 9 partite fin qui disputate, il suo bottino è di 2 pareggi e 7 sconfitte…

5. La federazione calcistica finlandese sta lavorando in questi anni, sulla falsa riga di quanto di buono ha fatto e sta facendo la KSÍ, per far crescere il movimento calcistico del paese? 

Devo dire che, sotto questo aspetto, la federazione non sta lavorando male. In occasione del mio viaggio in Finlandia di qualche settimana fa ho potuto notare buone strutture e un’ottima organizzazione. Ci sono moltissimi campi indoor, per gli ovvi problemi legati al clima invernale, nuovi stadi sono stati costruiti (a Seinäjoki e Vaasa) e altri sono in cantiere (anche l’Olympiastadion è in ristrutturazione, motivo per cui la Nazionale è stata costretta a “traslocare” a Tampere).

Purtroppo, i club si ostinano a seguire una politica di isolamento rispetto al resto d’Europa che non aiuta la crescita dei giovani calciatori. Sarebbe fondamentale importare tecnici dall’estero per aumentare il “know-how” degli allenatori finlandesi, oltre a far partecipare le formazioni giovanili a tornei internazionali (e su questo aspetto si sta muovendo benissimo l’Ilves del mio amico Marco Baruffato, che saluto affettuosamente). Inoltre, ritengo che la Federazione debba avvalersi dell’esperienza e delle conoscenze di gente come Litmanen, Hyypiä, Tihinen, solo per citarne alcuni, per arricchire il proprio bagaglio tecnico-organizzativo e cercare così di strutturarsi al meglio. 

6. La nazionale islandese dopo la straordinaria avventura in Francia agli Europei è ripartita molto bene e soprattutto con un bel gioco e con maggior possesso palla. Come vedi l’Islanda da "esterno"?

È una squadra tosta, rognosa, in grado di dare fastidio a chiunque. Lo si è visto all’Europeo, dove ha compiuto un’impresa clamorosa, e lo sta dimostrando anche in queste qualificazioni mondiali. L’età media è ancora relativamente bassa e dunque questo periodo va sfruttato al massimo. E non scordiamoci dell’under-21 che sta andando veramente alla grande, considerando che con una gara da disputare è prima nel suo girone (dove c’erano Ucraina e Francia, mica le ultime arrivate). Di fronte a risultati del genere, ottenuti da una nazione così piccola, c’è solo da togliersi il cappello.

7. In Islanda, la nazionale viene vissuta dalla gente come qualcosa di più di una semplice squadra. L’entusiasmo e il sostegno della popolazione ha aiutato i giocatori a raggiungere risultati incredibili, così come è stato determinante il lavoro svolto in questi anni dalla KSÍ. In Finlandia come viene vista la nazionale dalla popolazione finlandese? 

La nazionale è seguita (a Reykjavík, per dire, c’erano moltissimi tifosi, e a Tampere sicuramente ci sarà quasi il tutto esaurito contro la Croazia), ma di certo non c’è quella passione che la accompagna in ogni partita come in Islanda, vuoi per gli ultimi risultati un po’ così della squadra, vuoi perché il calcio in Finlandia non è mai stato storicamente il primo sport nazionale, soppiantato dall’hockey su ghiaccio (dove, almeno lì, siamo tra i più forti del mondo!). Il seguito è sempre proporzionale ai risultati, sono convinto che con una qualificazione agli europei o ai mondiali, impresa mai realizzata finora, il tifo sarà molto più “caldo”. Il problema è che, a giudicare le ultime prestazioni, ciò non accadrà a breve!

8. Nelle precedenti qualificazioni agli Europei, la Finlandia ha affrontato anche le Fær Øer, altra nazionale e altro movimento calcistico seguito dal nostro blog (insieme ad alcuni approfondimenti sulla Groenlandia). Cosa ne pensi della nazionale faroese e del grande lavoro di Lars Christian Olsen?

Movimento in grande ascesa, senza dubbio la migliore tra le cosiddette “microsquadre” del panorama europeo, e che potrebbe riservarci ulteriori sorprese nei mesi a venire. Sono curioso di vedere come se la caveranno contro i campioni d’Europa del Portogallo. Lancio una provocazione: guardate la carriera calcistica di Olsen e quella dell’allenatore della Finlandia Backe: notate delle differenze? Anche da questi dettagli si giudicano le prestazioni di una nazionale e, più in generale, il lavoro di una federazione.

9. In questi giorni, diversi siti hanno parlato di sospetto doping per Roman Alekseevič Erëmenko, centrocampista del CSKA Moscow con un passato anche in Italia, con le maglie di Udinese e Robur Siena. Che idea ti sei fatto di questa vicenda e soprattutto quanto c’è di vero in tutto ciò?

Ti rispondo con una sola parola: boh! Le notizie si rincorrono, si parla di doping, si parla di “snus” (un tabacco in polvere che però non è nella lista delle sostanze proibite della WADA)…ma di certo ancora c’è ben poco. La Federazione si è “smarcata” sostenendo che il problema riguarda soltanto il CSKA, dal quale però ancora ci si aspetta una posizione ufficiale nei confronti del giocatore. Ne sapremo di più nei prossimi giorni, di sicuro è stata una grave perdita per la nazionale, considerando che Eremenko è probabilmente il giocatore di maggior talento a disposizione di Backe.

10. Come è nata la tua passione per il calcio finlandese?

La passione per la Finlandia ce l'ho da quando avevo 14 anni. Non c'è stato un motivo preciso che mi abbia fatto iniziare ad amare quel paese, ma da allora non ho praticamente più smesso! Mi piace praticamente tutto: la mentalità, l'orgoglio della popolazione di appartenere ad un ceppo non indoeuropeo e quindi, per certi versi, unico nel suo genere, i servizi che offre lo stato...Da buon italiano, poi, amo tantissimo il calcio, e quindi ho unito queste due passioni ed è nato "Calcio finlandese"!

11. Quante persone collaborano per il tuo blog?

Con una puntina di orgoglio, faccio tutto da solo! Non c'è nessun collaboratore, solamente il sottoscritto che, una volta terminati i suoi impegni di lavoro, si mette alla ricerca di notizie, curiosità, risultati e classifiche. Non è semplice perché l'impegno che viene richiesto è tanto e costante, ma l'affetto e i complimenti dei miei followers mi ripagano ampiamente della fatica!

12. Quali sono i vostri sogni e le vostre speranze per il futuro, a breve e lungo termine?

A breve termine mi auguro la continuazione del processo di crescita complessivo di tutto il movimento calcistico, che possa portare ad un innalzamento del livello del campionato locale e ad una maggiore partecipazione dei club finlandesi alle fasi a gironi delle principali competizioni europee. A lungo termine, ma questo più che un augurio è un sogno, spero che la Nazionale riesca, finalmente, a raggiungere una qualificazione alla fase finale di un europeo o di un mondiale.

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