Immaginate di aver seguito un torneo di calcio che prevedeva la partecipazione delle squadre A, B e C. Immaginate adesso che A, B e C, dopo aver vinto la concorrenza di X, Y e Z, decidano di abbandonare questo torneo per fare un ritiro pre-campionato sotto il caldo sole del sud della Spagna, lasciando a X, Y e Z stessi la possibilità di giocare al posto loro. Impossibile? Non per il calcio islandese, dove per Leiknir, KR Reykjavík e Stjarnan è stato possibile abbandonare la coppa di lega dopo aver ottenuto la qualificazione ai quarti proprio per migrare a sud come le rondini, lasciando l'onere e l'onore dei quarti di finale, rispettivamente, a Fjölnir e KA Akureyri. Il tutto senza che la federazione si sia opposta.
Si può fare? Ovviamente no. Ma chi detiene il potere nel mondo del calcio islandese è lui stesso autore di questa rovina, di un torneo che così com'è non è più proponibile. Diamo il via a questo punto alle proposte di riforma, alle analisi sul
definitivo fallimento di un torneo infelice. Ma prima parliamo dei quarti di finale di una coppa che non sarà assegnata per meriti sul campo, sorvolando sull'ultima settimana della fase a gironi, visto che alla fine i qualificati li ha dovuti stabilire la KSÍ.
 |
| Ecco lo Stjarnan posare allegramente alla Pinatar Arena (Murcia, Spagna) prima dell'amichevole vinta 1-0 contro il Keflavík. I campioni d'Islanda, preferendo il ritiro spagnolo alla coppa di lega, hanno dato un pessimo esempio, contribuendo ad acuire l'agonia di un torneo mai amato da nessuno. |