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martedì 10 ottobre 2017

Islanda ai mondiali, un urlo tenuto in gola per quattro lunghi anni

Tremano i polsi a scrivere "Islanda ai Mondiali". Tremano perché molti di noi seguono i vichinghi fin da bambini, quando internet andava con la 56k e per trovare qualcosa sull'Islanda bisognava frugare fra gli articoletti di fondo della Gazzetta o sul Guerin Sportivo.

Trema anche la voce perché l'urlo di ieri sera lo abbiamo in gola da quattro anni, da quella maledetta notte di Zagabria dove la Croazia andò ai mondiali festeggiata da cori nazisti. Trovarsela nell'urna poteva essere l'ennesima beffa, invece saranno i croati a passare per le forche caudine dei playoff, dopo aver affrontato il girone più equilibrato e competitivo del raggruppamento UEFA: era l'unico con ben quattro squadre ad aver partecipato alla fase finale degli ultimi europei (Turchia e Ucraina oltre le già citate Islanda e Croazia) e altre due comprimarie, Finlandia e Kosovo, di tutto rispetto.

Foto di Tomasz Kolodziejski (RUV)

lunedì 27 marzo 2017

Road to Russia 2018: Kosovo battuto, Islanda ancora in corsa per il primo posto

Ci ritroviamo a commentare un'altra tornata di gare della Nazionale maggiore islandese, di scena in Kosovo nello scorso weekend. Dopo il ritiro a Parma, cortesia dello sponsor tecnico Erreà, la Nazionale islandese si è così recata nei Balcani per il suo match di Qualificazioni ai Mondiali 2018 in Russia. Andiamo a vedere nel dettaglio com'è andata.

(Gylfi Sigurdsson trasforma il rigore che vale il secondo gol dell'Islanda. Fótbolti.net) 

mercoledì 15 giugno 2016

Euro 2016, 1ª giornata: Islanda - Portogallo, un'altra pagina di storia!

Oggi per tutti noi è stato un ottimo risveglio. Non scriveremo la cronaca della partita che, anche se non avete visto, potete trovare su molti altri siti. Tiriamo giù queste righe per gustarci appieno il grande match di ieri sera.

Il divario tecnico in campo era lampante. Il Portogallo, nonostante la divisa stile hostess di Alitalia, è una delle squadre coi piedi più fini d'Europa e ha un certo Cristiano Ronaldo fra le proprie righe. Sulla carta non doveva esserci storia e l'Islanda doveva essere il classico agnello sacrificale.

Birkir Bjarnason esulta dopo aver segnato il primo storico goal islandese agli europei (bbc.com)

Sono queste le partite che piacciono a noi, dove serve mettere qualcosa in più per eliminare il divario in campo. Si chiama "cuore", non è una qualità che si può allenare né si può comprare al calciomercato. Per un calciatore islandese, rappresentare la propria isola, la propria gente e la propria storia, è una scarica di orgoglio che il "cuore" lo fa girare a mille. Questo, come è successo ieri sera, a volte compie il miracolo di pareggiare i conti con chi è molto più forte, ma vive l'impegno con la propria nazionale come l'aperitivo prevacanze.