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lunedì 26 giugno 2017

Islanda, la Storia. Capitolo VIII: dal Trattato di Gissur alla fine della dinastia dei Bellachioma (1262-1397)

Con il Trattato di Gissur (Gissurarsáttmáli), siglato faticosamente fra il 1262-1264, si chiude la parentesi del libero stato islandese durato poco più di due secoli. Va ad esaurirsi anche l’escalation di violenza che aveva portato alla guerra civile, sebbene la pacificazione completa dell’isola non sia immediata e negli anni successivi non manchino i regolamenti di conti. Le nuove leggi contribuiscono alla limitazione del potere dei clan e all’accrescimento del clero locale.


Tramonto sul vulcano Hekla, protagonista silenzioso della storia islandese (flickr.com)

Sull'Islanda, divenuta una remota provincia del Regno di Norvegia, cala il sipario. Nei secoli a venire la storia dell'isola vede sbiadire i contorni epici che hanno caratterizzato i primi insediamenti. Nel XIV inizia una lunga serie di avvicendamenti ai troni di Norvegia, Svezia, Danimarca e pure Scozia che coinvolge i membri delle locali famiglie reali. Spesso imparentati fra di loro, la trama dei loro contrasti non ha nulla da invidiare alle otto serie di Games of Thrones.

venerdì 28 ottobre 2016

Islanda, la Storia. Capitolo V: Ascesa del libero stato islandese (999-1208)

L'inizio del nuovo millennio, per una serie di circostanze, è uno dei periodi più floridi per la giovane colonia islandese. E' collocato fra la conversione ufficiale dell'Islanda al cristianesimo, del 999, e la battaglia di Víðines, del 1208, che segna in maniera netta l'inizio degli scontri fra le famiglie dell'isola e di quest'ultime con il clero locale.

La conversione al cristianesimo, che abbiamo visto nel capitolo precedente, apre all'Islanda le porte del continente dove si reca il clero locale per la propria formazione. Nel XII secolo l'alfabeto viene introdotto nell'isola dando il là allo sviluppo di una cultura islandese, di cui le famose saghe sono la massima espressione.

La popolazione islandese assiste ad una seduta dell'Alþingi, a Þingvellir (olio su tela del XIX secolo)

Questo periodo coincide anche con il "periodo caldo medievale" vale a dire l'intervallo di tempo in cui, fra il IX ed il XIV secolo, le temperature della regione nordatlantica erano inusualmente più alte della media. L'economia locale, prevalentemente basata sull'allevamento, ne giovò parecchio.

martedì 16 agosto 2016

Groenlandia mon amour: guida al paese che ospita il campionato più a nord del mondo

La fonte primaria di questo articolo è il sito ufficiale del Governo Groenlandese, in particolare la pagina dedicata ai fatti principali. Per chi vuole approfondire la sua organizzazione e storia recente visitare questa altra pagina dedicata. Esiste anche un sito tutto in italiano con approfondimenti molto interessanti: http://www.groenlandia.it/

Groenlandia, paese sterminato e pressoché disabitato, ma il pallone rotola lo stesso. Di recente è balzata agli onori della cronaca. Un quotidiano nazionale ha dedicato un articolo al suo campionato, incappando in alcuni errori e facendo taglia e cuci di altri articoli già presenti in rete. Più esilarante invece l'articolo ripreso da più siti web, o generatori di bufale se preferite, che invitavano a vivere in Groenlandia in cambio di un assegno mensile e ben due mogli.

Nuuk, capita della Groenlandia, durante un pomeriggio invernale (www.abercrombiekent.com.au)

Stimolati dall'approssimativismo italico abbiamo deciso di dedicare un approfondimento Kalaallit Nunaat, la "terra degli uomini" in lingua Inuit, o Grænland, la "terra verde" per i vichinghi.

giovedì 12 maggio 2016

Islanda, la Storia. Capitolo II: l'Íslendingabók, la fonte dei primi insediamenti in Islanda e Groenlandia (IX-X sec.)

Capitolo II: l'Íslendingabók, la fonte dei primi insediamenti in Islanda e Groenlandia (IX-X sec.)
Per la narrazione dei fatti storici è di fondamentale importanza l'attendibilità delle fonti. In questo secondo capitolo scopriamo le carte e riveliamo quale è la fonte primaria: l'Íslendingabók.

Rispetto a molti documenti dell'epoca può essere considerato un rigoroso trattato storiografico, privo di elementi mistici o epici che spesso inficiano la realtà dei fatti.

Nel capitolo di oggi spieghiamo come i vichinghi siano venuti a conoscenza di cosa si trovava nel nord dell'Atlantico. Ci concediamo inoltre ad una breve divagazione sulla Groenlandia e soprattutto rispondiamo ad una domanda molto ricorrente: Cristoforo Colombo è stato veramente il primo europeo a mettere piede in America?

Brattahlíð, Groenlandia meridionale, è dove si era stabilito Erik il Rosso durante la sua permanenza. Di recente è stata costruita una copia di quella che, probabilmente, è stata la prima chiesa del nuovo mondo (mapio.net)

giovedì 5 maggio 2016

Islanda, la Storia. Capitolo I: la scoperta e i primi insediamenti (VIII-IX sec.)

Con questo articolo inauguriamo una nuova sezione del blog che curerà la storia dell'Islanda.

Per molti di noi la passione per il calcio di questo paese è arrivata in seguito alla scoperta della bellezza di quest'isola. Ci siamo chiesti perché non unire un po' di "sacro e profano" alle nostre pagine, dando a tutti i nostri fedeli lettori degli spunti supplementari per approfondire la nostra passione su di un argomento poco conosciuto come la storia islandese.

Questo è stato possibile grazie ad uno dei nostri collaboratori che ha messo gentilmente a disposizione la sua tesi di laurea sulla Costituzione Islandese, contente un'ampia appendice sulla storia dell'Islanda e pubblicata dalla rivista online "Nordicum-Mediterraneum" dell'Università di Akureyri.

E' con orgoglio che il blog inizia questa avventura, cimentandosi in un tema su cui è quasi nulla la disponibilità di materiale in italiano. Fateci sapere che ne pensate e... buona lettura!

La baia di Skjálfandi, dove approdò Garðar Svavarsson intorno all'860 d.c.(wikimedia.org)

Capitolo I: La scoperta e i primi insediamenti (VIII-IX sec.)

La prima fase della storia islandese è quella di più difficile ricostruzione. Le fonti principali sono le saghe islandesi stesse, per buona parte ritenute molto affidabili dagli storici, nonché i resoconti dei monaci irlandesi dell'Alto Medioevo.