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venerdì 2 giugno 2017

Coppa delle Fær Øer, ritorno semifinali: HB da piangere, perde in 11 contro 9. NSÍ, vendetta perfetta.

Spettacolo ed emozioni intensissime nel ritorno delle semifinali della coppa faroese. Due semifinali diverse ma con esiti tutto sommato prevedibili: in entrambi i casi ha prevalso chi era in miglior forma rispetto all'avversario. L'NSÍ Runavík si è sbarazzato del KÍ Klaksvík (detentore della coppa) con una prestazione perfetta che a questo punto lo candida seriamente anche per la vittoria del campionato, mentre il B36 realizza al 120° un'impresa epica contro i rivali-cugini dell'HB, che forse con questa partita escono definitivamente dal circolo delle grandi squadre dell'arcipelago.

A Runavík i padroni di casa demoliscono il KÍ Klaksvík e si guadagnano meritatamente l'accesso in finale

NSÍ Runavík - KÍ Klaksvík 3-0 [and. 2-2, tot. 5-2] (vedi sintesi)
Reti: 12° Klæmint Olsen, 79°,81° Árni Frederiksberg
Ammoniti: -
Spettatori: 1200

Netto, inequivocabile, inappellabile il risultato del við Løkin. La squadra giallonera, al momento terza forza del campionato, è in un momento di forma invidiabile e adesso sembra un concorrente di tutto rispetto anche per il campionato. D'altronde, quando annichilisci la squadra prima in classifica e detentrice della coppa in questo modo, non potrebbe essere diversamente. Soprattutto quando incanali sul binario giusto una partita molto insidiosa.

Forte del vantaggio dato dai gol fuori casa, l'NSÍ gioca con la testa libera, e fin da subito cerca di chiudere la pratica. Al 12° arriva il primo episodio della gara: cross dalla sinistra di Jens Joensen, marcatura sbagliata di Ahmed Mujdragic che resta immobile e colpo di testa del solito Klæmint Olsen per l'1-0. La risposta azzurra non si fa attendere, ma il tiro di Jóannes Bjartalíð viene deviato all'ultimo istante in angolo da Símun Rógvi Hansen. Il primo tempo si spegne con queste due uniche  occasioni, ma la ripresa si gioca su ben altri ritmi, con la formazione ospite che spesso si ritrova col pallino del gioco in mano senza sapere che farsene. Gli azzurri ci provano e al 57° si sbilanciano  sostituendo Ísak Simonsen con Hjalgrím Elttør: una mossa troppo precoce visto il risultato ancora in bilico e che, di fatto, poi costa l'eliminazione per gli ospiti. Maggior peso in attacco, è vero, ma anche maggiore esposizione al rischio contropiede, che è un invito a nozze per la squadra di casa, che - manco a dirlo - infatti raddoppia proprio così. Ripartenza fulminea, assist al bacio di Klæmint Olsen per l'inserimento di Árni Frederiksberg che davanti al portiere non può sbagliare. A quel punto il KÍ perde completamente la testa e si tuffa disperatamente in avanti, spalancando però le porte al terzo e ultimo gol giallonero, un facsimile del secondo. Un gol e due assist per Olsen, due gol per Frederiksberg: occhio a questa coppia d'oro per il resto della stagione.

La vendetta dunque è servita. Un anno fa erano gli azzurri a eliminare i gialloneri dalla semifinale (4-1 all'andata a Klaksvík, 0-0 al ritorno), mentre oggi la situazione è esattamente inversa. La finale poi vide concretizzarsi un'impresa, con la straordinaria vittoria ai danni del Víkingur Gøta che veniva da quattro titoli di seguito ma che si sarebbe poi rifatto in campionato.


HB Tórshavn - B36 Tórshavn 2-3 dts [and. 1-1, tot. 3-4] (vedi sintesi)
Reti: 50° Erlendur Magnusson (B36), 82°,92° Bartal Wardum (HB), 98°,120° Róaldur Jakobsen (B36)
Ammoniti: 6° Jógvan Rói Davidsen (HB), 44° Patrik Johannesen (B36), 53° Tórður Thomsen (B36), 56° Andrias Jacobsen (B36), 64° Benjamin Heinesen (B36), 83° Heðin Hansen (HB)
Espulsi: 61° Patrik Johannesen (B36, per doppia ammonizione), 69° Eli Nielsen (B36), 120+1° Jóhan Davidsen (HB)
Spettatori: 1500

Lo psicodramma del Gundadalur è destinato ad entrare nella storia del calcio faroese e ad essere ricordato come uno dei derby più belli ed emozionanti di sempre. Drama i Gundadali, si leggeva da più parti su siti e giornali faroesi dedicati allo sport. E basta guardare il semplice referto arbitrale per capire il perché.

A partire in vantaggio era l'HB, anche lui forte del gol fuori casa. Sul primo tempo possiamo abbondantemente glissare: poche occasioni e tanto nervosismo per tutti i ventidue in campo. La leggenda, infatti, inizia direttamente nel secondo tempo, quando sulla capitale cala anche un bel nebbione che rende il contorno ancora più epico. Al 50° il B36 passa in vantaggio grazie a Erlendur Magnusson che ribadisce in rete una respinta d'istinto di Teitur Gestsson su Benjamin Heinesen. Al 61° il primo episodio di uno spettacolo senza esclusione di colpi: Patrik Johannesen in contropiede può raddoppiare e blindare la qualificazione, ma Gestsson gli ruba il pallone tuffandosi sulle sue gambe. Il numero 9 bianconero cade in area, ma per il signor Dagfinn Forná è simulazione e quindi cartellino giallo, ma essendo Johannesen già ammonito diventa rosso. Però, a rivedere le immagini, il rigore sembrerebbe esserci tutto, perché Gestsson prende solo le gambe del giocatore, mentre la palla continua indisturbata la sua traiettoria. Insomma, a mezz'ora dal termine il B36 è in inferiorità numerica con un solo gol di vantaggio, per di più con un rigore negato. Ma la difficoltà aumenta ancora appena otto minuti dopo, quando Eli Nielsen lascia i bianconeri addirittura in nove per un pestone in netto ritardo su Heðin Hansen. Intervento al limite del regolamento molto duro e scorretto, il rosso ci può stare ma l'arbitro avrebbe potuto limitarsi al giallo usando anche un po' di buon senso. Ma, ribadisco, l'espulsione non è esagerata, contrariamente a quella di Johannesen. In doppia inferiorità, il B36 cerca di stringere i denti e fa l'unica cosa che si può fare in casi come questo: difesa a oltranza. All'82°, però, i piani saltano con il jolly di Levi Hanssen che serve in area Bartal Wardum e gli permette di siglare l'1-1. Con questo risultato al triplice fischio, si va ai supplementari.

E, appena iniziati, l'episodio potenzialmente decisivo: Aleksandar Stankov, servito da Heðin Hansen, appoggia all'indietro per Bartal Wardum che arriva a gran velocità e scaglia un siluro imprendibile in fondo al sacco. Al 92°, il B36 si trova di fronte un Everest insormontabile: sotto di un gol e di due uomini, ha meno di mezz'ora per tentare una rimonta complicatissima. Ma le grandi imprese sono tali proprio perché all'inizio sembrano impossibili. Passano solo sei minuti e Róaldur Jakobsen trova il gol del 2-2 da calcio di punizione con la complicità di Gestsson che resta immobile e non prova nemmeno a parare. Questo risultato per l'HB vorrebbe dire eliminazione, e allora i rossoneri iniziano un lungo assedio alla ricerca del vantaggio. Le speranze diventano via via sempre più deboli fino a quando, al 120°, non succede l'impensabile: Hansen perde palla ai limiti dell'area sulla pressione di Bjarni Petersen, la palla arriva a Jakobsen che percorre pochi metri e poi, dalla propria metà campo, calcia verso la porta sguarnita (Gestsson era salito a dare una mano ai compagnia). Il resto è facile immaginarlo, con il delirio bianconero più che giustificato. Nel parapiglia finale c'è anche l'inutilissima espulsione di Jóhan Davidsen, ma va segnalata giusto per le statistiche, perché la partita di fatto finisce col gol di Jakobsen.

Non è solo la vittoria nel finale o l'accesso alla sfida definitiva a entusiasmare il B36, ma il forte significato simbolico di questa partita. Per l'HB questa non è una "semplice" umiliazione (e anche sul "semplice" si potrebbe discutere, ma sorvoliamo), ma la fine definitiva di un'era lunga tutta una storia e che ha ascoltato il suo canto del cigno nel 2013, l'anno dell'ultimo scudetto. Da allora è stata una discesa agli inferi nemmeno tanto lenta, e forse il derby di coppa ne sancisce il punto più basso. L'HB di una volta non avrebbe mai perso una partita del genere, e non sarebbe mai stato più vicino alla zona retrocessione che al primo posto. Da queste ceneri potrà rinascere soltanto una nuova squadra, che però difficilmente sarà vincente quanto la prima, semplicemente perché il calcio faroese sta cambiando e ci sono parecchie forze emergenti difficili da contenere. Al B36 il merito di aver segnato un punto di rottura, ma adesso per la conquista della coppa dovrà attendere il 26 agosto: la sfida con l'NSÍ Runavík si preannuncia più spettacolare che mai.

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