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giovedì 26 marzo 2015

Effodeildin, 4ª giornata: TB Tvøroyri con anima e grinta. A Tórshavn fa l'impresa.

Passato l'entusiasmo per un'eclissi di sole che da queste parti così bella non si era davvero mai vista (e chissà per quanto non si rivedrà), alle Fær Øer si torna finalmente a parlare di calcio. E, in questo periodo, parlare di calcio vuol dire parlare delle due squadre che stanno monopolizzando l'attenzione in questa prima fase di campionato: NSÍ Runavík e TB Tvøroyri. Se per i primi - come già ribadito diverse volte - non è una novità, per i secondi la sorpresa è decisamente enorme. Quasi logico, dunque, che l'impresa della giornata sia la loro.
Ivan Stojkovic e le sue parate hanno permesso al TB di mantenere lo 0-0 fino alla fine contro l'HB

Nonostante un buon inizio di stagione, nulla lasciava presagire che il TB Tvøroyri avesse una qualche possibilità contro l'HB Tórshavn, soprattutto in trasferta. E infatti la squadra allenata da Heðin Askham prende in mano la gara fin dall'inizio: i rossoneri producono gioco e macinano metri per tutto il primo tempo, costringendo gli avversari a rintanarsi nella loro area. Ma la qualità delle due rose è talmente sproporzionata che l'HB riesce comunque a crearsi almeno tre palle gol nitide solo nel primo tempo, che non sono entrate in rete o per interventi miracolosi di Ivan Stojkovic, il portiere del TB, o per traiettorie contrarie ad ogni legge della fisica. Di contro, i bianconeri si sono affidati a sporadiche ripartenze, che però erano talmente elaborate e piene di tocchi inutili che alla fine erano fin troppo prevedibili. E nella ripresa la musica non cambia: nel finale, però, i vicecampioni faroesi finalmente riescono ad abbattere il muro eretto dagli ospiti, ma il gol di Christian Restorff Mouritsen viene annullato per fuorigioco. La partita praticamente si chiude qui: HB e TB restano dunque appaiate in classifica a sei punti, sul gradino più basso del podio, ma le luci della ribalta sono tutti per la squadra neopromossa, che mostra un piglio e una determinazione che la renderanno un cliente molto scomodo per chiunque. D'altra parte, il tecnico alla sua guida, Páll Hagbert Guðlaugsson, è un uomo molto esperto, che sa come ottenere grandi risultati: tra il 1996 e il 1997, ha portato il GÍ Gøta (club unitosi nel gennaio 2008 al Leirvík ÍF in quella fortunata fusione da cui nascerà il Víkingur Gøta) prima in Coppa UEFA e poi addirittura in Champions League. Tuttavia, entrambe le avventure si conclusero maluccio, soprattutto quella in Champions, sebbene abbiano comunque reso l'allenatore islandese uno dei più esperti in tutto l'arcipelago. Occhio, quindi, ad altre possibili sorprese!

Ma se Atene-Tórshavn rossonera piange, Sparta-Tórshavn bianconera se la ride di gusto. In trasferta sul campo del fanalino di coda FC Suðuroy, con un vento di bufera che ha reso praticamente impossibile giocare normalmente la partita (emblematico l'episodio del decimo minuto, quando un rinvio dal fondo fa un'inversione ad U a mezz'aria e viene spedito dal vento in rimessa laterale), il B36 ha avuto vita facilissima. Dopo che la tempesta ha fatto sì che le speranze degli attuali campioni in carico s'infrangessero nei primi minuti sui legni per due volte, al 15° minuto è proprio lei a trasformare un calcio di punizione da posizione defilata in una parabola spettacolare che va ad insaccarsi in modo perfetto: Hans Pauli Samuelsen segna un gol che si candida di diritto tra i più belli dell'anno. Dieci minuti dopo il cross del raddoppio arriva dalla bandierina, corretto in fondo al sacco da uno stacco di testa di Hørður Askham. Alla mezz'ora di gioco il B36 ha già archiviato la pratica con il 3-0 facile facile di Ibrahima Camara. Per il team di Jón Pauli Olsen  c'è ben poco da fare: le cose non cambiano nemmeno al 70°, quando il B36 resta in inferiorità numerica per il rosso diretto a Hanus Thorleifsson, visto che nei duecentoquaranta secondi successivi Jón Krosslá Poulsen si becca due cartellini gialli e quindi ristabilisce la parità. Il gol della bandiera arriva all'86° con la rasoiata di Palli Augustinussen. 

La testa della classifica resta però ancora nelle mani dell'NSÍ Runavík, che nello scontro con l'ÍF Fuglafjørður ha mostrato perfettamente quanto possa essere allo stesso tempo letale per gli altri e letale anche per se stesso. Le danze sono aperte già al 13°, quando con un bel passaggio alto dalla fascia i gialloneri permettono al solito Klæmint Andrasson Olsen di firmare anche stavolta il tabellino dei marcatori. Ma i biancorossi non hanno a dolersene per molto, visto che nemmeno un minuto dopo Karl Løkin si ritrova solissimo in area e può pareggiare indisturbato. Ma sulla fascia sinistra l'NSÍ è praticamente devastante, e non c'è argine che tenga: da lì piovono cross, da lì viene anche l'assist che permette ancora a super Klæmint di segnare al 23°, stavolta di testa. Ed è sempre con un passaggio lungo, anche se stavolta viene dal lato opposto, quasi dalla linea di centrocampo, che Jónhard Frederiksberg si beve la difesa avversaria ed al 25° fissa il risultato sul 3-1. La partita non avrà molte altre emozioni, ma le poche che si vedranno saranno tutte di marca biancorossa. Finisce 3-1, ma gli errori clamorosi dell'ÍF Fuglafjørður, in difesa come in attacco, sono stati determinanti e clamorosi.

Non scalda gli animi più di tanto la partita tra EB/Streymur e AB Argir, che termina 0-0 e che vede i nerazzurri sempre più in difficoltà, con una classifica che inizia a dare alcuni segnali allarmanti. Al contrario, diverte ed emoziona fin quasi al cardiopalma lo scontro tra Víkingur Gøta e KÍ Klaksvík: azzurri subito in vantaggio grazie al rigore trasformato da Henry Heinesen ed ottenuto in seguito al disperato (e falloso) tentativo di Gert Aage Hansen di fermare la bella percussione di Kenan Hajdarevic, giunto ormai in area. Ma i re di coppe faroesi nei prima trenta minuti non ci capiscono assolutamente niente, e al 22° concedono il raddoppio a Páll Andrasson Klettskarð, che con un magnifico pallonetto risponde al golazo da punizione di Samuelsen del B36. L'inversione di tendenza arriva nella ripresa: subito al 50° Andreas Lava Olsen accorcia di testa. Otto minuti dopo, Jonas Flindt Rasmussen lascia il KÍ Klaksvík in dieci. A questo, il Vikingur aumenta il ritmo, e al 65° guadagna un rigore per un tocco di mano (le immagini non aiutano a chiarire, ma sembra che il fallo sia dello stesso Klettskarð) praticamente sulla linea di porta: essendo stata negata una chiara occasione da rete, l'arbitro avrebbe anche potuto estrarre un altro rosso, riducendo il Klaksvík in nove. Invece è solo rigore, che Súni Olsen realizza. A questo punto può succedere di tutto, anche che i nerazzurri si suicidino all'80°, permettendo a Sørmundur Kalsø una cavalcata sulla fascia neanche fosse Carlo XII di Svezia e ad un incredulo Klettskarð di riportare in vantaggio gli azzurri. Ma ecco che al 90° arriva il contro-suicidio: nel momento di massima pressione, il Vikingur ritrova il pareggio grazie all'autogol di Mayowa Oladele Alli, che manda all'aria tutto e rovina la festa del KÍ Klaksvík, che avrebbe meritato di festeggiare.

4ª giornata
Sabato 21 marzo
EB/Streymur - AB Argir 0-0 (vedi sintesi)
FC Suðuroy - B36 Tórshavn 1-3 (vedi sintesi)

Domenica 22 marzo
HB Tórshavn - TB Tvøroyri 0-0 (vedi sintesi)
NSÍ Runavík - ÍF Fuglafjørður 3-1 (vedi sintesi)
Víkingur Gøta - KÍ Klaksvík 3-3 (vedi sintesi)


5ª giornata
Giovedì 2 aprile
AB Argir - ÍF Fuglafjørður
B36 Tórshavn - KÍ Klaksvík
HB Tórshavn - EB/Streymur
TB Tvøroyri - NSÍ Runavík
Víkingur Gøta - FC Suðuroy




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